« Cyrille, quale misura prendo? » È probabilmente la domanda che mi fanno più spesso in atelier. E la risposta onesta è: dipende dal tuo peso e dal vento che hai. La buona notizia è che, una volta capita la logica, scegliere la superficie della tua wing diventa semplice e ripetibile. Qui ti do il metodo che applico ogni giorno, frutto di oltre trent'anni di volo libero e del mio lavoro di istruttore al Markstein.
La regola di base: la misura di una wing si sceglie in m²
Una wing si misura in metri quadrati di superficie (m²). Più la superficie è grande, più l'ala cattura potenza nel vento; più è piccola, più è nervosa, maneggevole e adatta al vento forte. Tutto il gioco sta nel far corrispondere questa superficie a due variabili: il tuo PTV (peso totale in volo) e la forza del vento sul tuo spot.
Tieni a mente questa idea semplice: più sei pesante, più ti serve superficie a parità di vento; più il vento rinforza, più scendi di superficie. È esattamente lo stesso ragionamento del parapendio con le forchette di peso, solo che qui regoli tu stesso cambiando ala in base alle condizioni del giorno.
Il PTV, il tuo punto di partenza
Il PTV (peso totale in volo) nel wingfoil sei tu, attrezzato, più il tuo materiale: la tavola, il foil, la muta, il gilet, il casco. Per ragionare sulla misura dell'ala conta soprattutto il tuo peso corporeo, perché è quello a determinare la potenza che ti serve per decollare sul foil.
Un pilota leggero si accontenterà di una superficie più contenuta per lo stesso range di vento rispetto a un pilota più robusto. È logico: serve meno potenza per far volare meno massa. Al contrario, un fisico imponente avrà bisogno di più superficie per salire sul foil con poco vento. Non è una questione di livello né di virilità: è fisica.
Il vento, la seconda variabile
Il vento è il carburante. Ogni ala ha un suo range di vento in cui è sfruttabile: troppo poco vento e non decolli; troppo vento e l'ala diventa ingestibile, sei sovratelato. In mezzo c'è la zona del piacere, quella in cui l'ala ti traina giusto al punto giusto.
Qualche riferimento da bar per inquadrare le cose: si parla spesso di poco vento intorno ai 12-15 nodi, di condizioni confortevoli verso i 15-22 nodi, e di vento sostenuto oltre. Ma questi numeri si spostano in base al tuo peso, alla tua tavola, al tuo foil e al tuo livello. Un principiante ha bisogno di un po' più di vento (o di superficie) per decollare rispetto a un pilota esperto che sa pompare in modo efficace. Anche questa è esperienza: si impara a sfruttare meno vento.
Come ragiono io, concretamente
Ecco l'approccio che consiglio, passo dopo passo:
- Parti dal tuo peso e dal range di vento dominante del tuo spot. Se navighi soprattutto con vento medio, è questa condizione a guidare la tua prima ala.
- Scegli prima un'ala « centrale », quella che copre la tua condizione più frequente. È quella che tirerai fuori più spesso, quindi tanto vale azzeccarla.
- Ragiona in termini di range di vento, non di superficie assoluta. Un'ala che sulla carta suona « grande » può essere perfetta per te se sei leggero o se sul tuo spot soffia poco.
- Accetta di pompare un po'. All'inizio, prendere una superficie leggermente più generosa facilita il decollo e il mantenimento sul foil. Si affina verso il basso con l'esperienza.
La regola che ripeto ai miei allievi: non rincorrere l'ala minuscola. Un'ala ben dimensionata è ciò che ti fa progredire in fretta e uscire spesso. Un'ala troppo piccola « per fare il pro » ti lascia piantato sull'acqua nelle giornate medie.
Il quiver: perché due o tre misure bastano
Una sola ala non copre mai tutte le condizioni. È qui che entra in gioco il quiver: una piccola collezione di ali di misure diverse che si sovrappongono quel tanto che basta per coprire un ampio spettro di vento.
Il mio consiglio da vecchio lupo di mare: comincia con un'ala, quella della tua condizione centrale. Poi, quando ti appassioni davvero, aggiungi una seconda misura sopra (più grande, per il poco vento) e/o una sotto (più piccola, per il vento forte). Con due o tre ali ben distanziate copri la stragrande maggioranza delle sessioni dell'anno. Oltre, si entra nel raffinamento del praticante assiduo o del competitore.
Il trucco sta nella spaziatura. Due ali troppo vicine come superficie fanno doppione; due ali troppo distanti lasciano un buco in cui nessuna è confortevole. Il buon quiver è una sovrapposizione intelligente in cui la parte alta del range di un'ala raggiunge la parte bassa del range della successiva.
Anche il materiale intorno all'ala conta
La misura dell'ala non si ragiona da sola. La tua tavola e il tuo foil influenzano enormemente il decollo. Un'ala anteriore di foil generosa ti fa uscire dall'acqua con meno vento e permette, paradossalmente, di usare una wing un po' più piccola. Al contrario, un foil molto orientato alla velocità richiederà più impegno. Pensa il combo nel suo insieme: ala + tavola + foil formano un sistema. Per approfondire il tema del foil, ti rimando alla mia guida il foil spiegato per il wingfoil.
E le marche, in tutto questo?
Da Rid'Air lavoriamo con marche di cui conosco e difendo la serietà. Vayu, marchio tedesco con sede a Kiel sul Baltico, propone diverse gamme di ali (Aura, Eos, X Race) pensate per usi differenti, dal polivalente al race. Appletree, gli olandesi dell'atelier tra i meli, sono invece specialisti delle tavole in carbonio, che completano alla perfezione la tua scelta dell'ala. E Ozone, forte della sua R&S nata dal parapendio e dal foil kite, porta una vera padronanza del profilo morbido.
Per le superfici esatte, i range di vento del costruttore e le caratteristiche precise di ogni modello, ti invito a vedere le caratteristiche aggiornate in negozio: cambiano nel corso delle annate e preferisco che tu abbia l'informazione giusta piuttosto che un numero fisso in un articolo.
Il consiglio Rid'Air
Se sei agli inizi, non annegare nelle tabelle. Dammi il tuo peso, il tuo spot e il vento che ci trovi più spesso, e dimensioniamo insieme la tua prima ala in due minuti. È esattamente il tipo di consiglio personalizzato che non ho mai voluto delegare a un algoritmo: un pilota che parla con un pilota. E se parti davvero da zero, dai un'occhiata alla mia guida iniziare il wingfoil per posare le basi prima di scegliere il tuo materiale.
Hai bisogno di vederci chiaro per il tuo quiver? Sfoglia la nostra selezione di wing, scopri la gamma Vayu, oppure contattaci per un consiglio personalizzato: ti oriento verso la misura giusta in base al tuo peso e al tuo spot, senza spingerti a comprare ciò di cui non hai bisogno.
Domande frequenti
Come si sceglie la misura di una wing?
La misura di una wing, espressa in m², si sceglie incrociando due variabili: il tuo peso (PTV) e la forza del vento del tuo spot. Più sei pesante, più ti serve superficie a parità di vento; più il vento rinforza, più scendi di superficie. Si parte dalla condizione di vento più frequente per scegliere la propria ala centrale.
Cos'è il PTV nel wingfoil?
Il PTV è il peso totale in volo: tu, attrezzato, più il tuo materiale (tavola, foil, muta, gilet, casco). Per dimensionare un'ala conta soprattutto il tuo peso corporeo, perché determina la potenza necessaria per decollare sul foil.
Quante wing bisogna avere?
Una sola ala per iniziare, quella della tua condizione di vento più frequente. Quando progredisci, due o tre misure ben distanziate (una più grande per il poco vento, una più piccola per il vento forte) coprono la grande maggioranza delle sessioni dell'anno.
Conviene prendere un'ala più grande quando si inizia?
Sì, spesso è una buona idea. Una superficie leggermente più generosa facilita il decollo e il mantenimento sul foil il tempo di acquisire la tecnica di pompaggio. Si affina verso una misura più piccola con l'esperienza, una volta che si sa sfruttare meno vento.
Quale range di vento per il wingfoil?
A titolo indicativo, si naviga spesso a partire dai 12-15 nodi, con una zona confortevole intorno ai 15-22 nodi. Questi riferimenti variano in base al tuo peso, al tuo livello, alla tua tavola e al tuo foil. Ogni ala ha il proprio range di vento sfruttabile, da verificare sulle caratteristiche in negozio.
La tavola e il foil influenzano la scelta dell'ala?
Sì, molto. Un foil anteriore generoso ti fa uscire dall'acqua con meno vento e permette a volte di usare un'ala un po' più piccola. Ala, tavola e foil formano un sistema: bisogna ragionare l'insieme, non l'ala isolatamente.
Fly safe,
Cyrille MARCK e il team Rid'Air/CEM